FRANK – La Rotta Mediterranea


 









Una vita che rappresenta una miriade di vite, quelle che, attraverso la rotta mediterranea, cercano la Dignità. Frank è l’emblema di un’epopea biblica, il simbolo di un anello di congiunzione. La sua vita all’interno di un Centro SPRAR documenta la seconda fase di accoglienza e di integrazione che viene assicurata ai Migranti, a livello territoriale, dai progetti degli enti locali. Un ponte tra la cultura di provenienza e quella della nuova realtà, attraverso il quale, con il supporto di assistenti sociali, educatori, mediatori linguistici e lavorativi, i Rifugiati vengono aiutati ad integrarsi nel territorio. Braccia tese alla speranza. Vite piegate da pesanti fardelli e trascinate su barconi fatiscenti che sfidano la sorte nelle acque del Canale di Sicilia. A Lampedusa le luci della notte illuminano migliaia di volti. L'odore del gas di scarico si mescola a quello del vomito e dell’urina. Dopo due anni, Frank, 38 anni, ghanese, viene accolto in uno SPRAR (Oggi SAI) di Catania. Schegge di ricordi infrangono la sua memoria, come fulmini attraversano la sua mente ogni giorno rendendolo prigioniero di due mondi e allo stesso tempo estraneo ad entrambi. Il respiro si accorcia, le vertigini annientano e l’ansia soffoca. Frank soffre di gravi crisi depressive causate dai traumi subiti. Insieme alla sua famiglia cerca di ricostruirsi un futuro. Ha lasciato il suo Paese a causa del “Land grabbing”, il furto della terra, che in 16 anni ha visto sottrarre 78 milioni di ettari di terreno alle comunità locali in tutto il Mondo, soprattutto in Africa. Un viaggio estenuante, attraverso il Burkina Faso, il Niger, il deserto del Sahara e infine la Libia dove è stato arrestato. Per mesi ha subito violenze davanti ai suoi figli, uno dei quali è morto di stenti. Dopo un anno di orrori la malavita libica si sbarazza di loro sbattendoli su un gommone fatiscente abbandonato in mare. Nello stesso SPRAR anche alcune ragazze somale. Esse durante il viaggio sono state abusate e fatte diventare madri con la violenza. Ragazze che hanno voluto sacrificarsi pur di poter essere libere.


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